Diamo il benvenuto in famiglia ai SAAT ! Ep S/T in arrivo ad aprile e singolo in streaming.

Beh gente, come non firmare la band conosciuta nel Val d’Elsa per pisciarsi addosso sul palco? Quando hanno inviato il disco non sapevo se aspettarmi qualcosa di noise-ambient proveniente dall’uretra di Jurgen e invece i ragazzi hanno attitudine e la personalità non manca. Diamo quindi un caldo-umido benvenuto ai SAAT, giovanissimo quartetto stoner empolese che sgavetta da qualche anno nelle province fiorentine. Il loro primo Ep uscirà per Ghost Factory Records il prossimo 30 Aprile. Qui sotto il primo singolo via soudcloud (con copertina del disco annessa realizzata da Francesco Selmi) e l’intervista alla band, mentre il secondo singolo uscirà prossimissimamente su BlankTV con un videoclip realizzato grazie a MPG Studio.

Diamo il benvenuto ai SAAT nella famiglia Ghost Factory! Ciao ragazzi presentatevi e diteci come ci si sente ad iniziare a fare dischi?

Grazie del benvenuto! Siamo un gruppo stoner attivo da 2 anni e mezzo formato da 4 membri dell’empolese. Quest’anno si puo’ dire che sia un po’ la svolta per noi, abbiamo registrato il nostro primo EP. Trovarci in studio a dare vita al nostro primo lavoro è stato una figata e per questo ringraziamo anche Francesco Santini, che ha registrato tutto quello che sentirete.

Avete girato da poco il videoclip del vostro primo singolo, raccontateci che situazione c’era.

Gente ubriaca. Pecore. Mota e arcobaleni.

 Il vostro ep di debutto è un self-titled, significa che rappresenta la vostra identità artistica, che portate un qualche tipo di bandiera? Oppure il classico “che importa?!”

Questo EP dà un senso a questi bei due anni insieme. Ci tenevano che questo disco fosse diretto, senza fronzoli, proprio come la nostra musica rappresenta ciò che siamo. In poche parole Saat rappresenta la nostra Weltanschauung. Naturalmente speriamo che questo nostro essere riesca ad arrivare a spiriti simili ai nostri.

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Siete già stati ospiti del Ghost Factory Fest, quali sono i vostri pensieri sulla factory e sui propri artisti ? (Mhh Sì, la factory che chiede della factory)

Mhh..la Ghost Factory che ci chiede della Ghost Factory? A parte gli scherzi, suonare all’Intifada nella nostra città prende sempre bene. Praticamente tutte le nostra data all’Intifada le ha organizzata la Ghost Factory che alla fine ci ha
 portato sotto la sua ala. È sempre bello che qualcuno di interessi a noi e ci aiuti ad uscire dal solito giro. Per quanto riguarda gli altri artisti sotto la Ghost Factory, anche se siamo diversi in tante cose, abbiamo avuto modo di conoscere e rispettare tutte le band. Ci piace anche il fatto che con la nostra entrata nell’etichetta, segni l’apertura verso altri generi.

 

Come e quando si sono formati i SAAT? E perché vi chiamate SAAT?

Ci siamo formati all’inizio dell’estate del 2013, quando Matteo è entrato alla batteria e si è unito ad Andrea, Jurgen e Simone che suonavano insieme già da tempo. Dopo aver fatto qualche cover dei Kyuss, abbiamo trovato il feeling giusto per comporre e suonare live. L’idea del nome Saat è stata di Jurgen, che ci ha spiegato il significato albanese della parola, ovvero “universo”, mentre in tante lingue vuol dire ” tempo”, “orologio”.

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Girano voci sul fatto che qualcuno di voi a volte si piscia addosso o vomita in pubblico, è vero? (Dai raccontateci una storiella)

C’era una volta i Saat che partecipano ad un contest (uno dei pochi rispettabili della zona). Arrivati in finale, il mix di fogo e alcool, ha provocato in Jurgen la voglia di promettere alla gente che si sarebbe pisciato a dosso se si fosse vinto il contest. Arriva il responso, i Saat vincono. Jurgen, uomo di parola, va dietro il palco, si toglie pantaloni e mutande e si rimette i pantaloni. Con la musica dei Chemical Brothers, sale sul palco, si concentra, comincia a urinare. La macchia del piscio si espande sui pantaloni e arriva fino alla scarpa, che Jurgen prende e ci getta a dosso, schizzandoci con le sue secrezioni urinarie.

Oltre al disco, averte intenzione di starvene a smenarvi l’uccello oppure avete intenzione di fare concerti? Che obbiettivi vi ponete?

Ovviamente registrare l’EP, è un modo anche per riuscire a farci conoscere al di fuori della zona e della regione e magari anche all’estero. Il nostro suono si concretizza sopratutto live, quindi, oltre a servire per promuovere il nostro disco, fare concerti è un modo per dare giustizia a pieno al nostro sound e non possiamo che sperare di suonare il più possibile al più presto, ovunque!

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Nominateci almeno 3 dischi di oggi da ascoltare assolutamente.

Jurgen e Andre : l’ultimo degli Wolfmother Simo: Gli italiani Storm o , Sospesi nel vuoto bruceremo in un attimo e il cerchio sarà chiuso; Hate&Merda, con La capitale del male e Marnero, La malora. Matte è a farsi i cazzi suoi a Fucecchio.

Quali sono gli artisti che maggiormente hanno influenzato le vostre personalità musicali?

Il sound Old school dello stoner, in primis Kyuss, Sleep, Electric Wizard e di conseguenza anche i Black Sabbath, il miglior gruppo della storia. Ma anche roba come i Tool e i Melvins.

Mandate un saluto ai lettori e in culo alla balena per l’uscita del disco.

Grazie! Ciao ragazzoni, se ci seguite continueremo a fare cose! Ciao Matte!

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