LUISTER Mag. – I volti della musica

Qui in casa Ghost Factory ci piace scoprire sempre cose nuove, soprattutto riguardo il mondo della musica e dell’arte: stavolta sono due artisti livornesi a farci felici, e addirittura su entrambi i fronti.

Giacomo Favilla ed Aimone Bonucci (in basso da sinistra a destra) infatti, hanno attirato la nostra attenzione grazie al  loro progetto fotograficoLuister”.

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Il progetto, che riesce ad amalgamare il ritratto di una persona ai suoi ascolti e al suo personale rapporto col mondo della musica, sta avendo una grande rilevanza nel mondo dei social network (sebbene sia attivo da meno di due mesi), soprattutto nel panorama indie italiano ma non solo. Abbiamo intervistato le due menti dietro tutto ciò.

Chi siete? Cosa volete? Da quanto tempo collaborate? 

Siamo Aimone Bonucci e Giacomo Favilla, entrambi fotografi e rispettivamente un art director e un video maker. Collaboriamo dal diversi anni, il nostro primo lavoro è stata una campagna pubblicitaria per un lancio di un brand italiano di moda, successivamente abbiamo avuto altre occasioni di incontro lavorativo ma solo nel 2016 siamo riusciti a lanciare un nostro progetto personale, Turistica. Luister è il secondo.

15542387_144808352688231_3451001008778017006_n.pngParlateci un po’ di Luister.

Luister è nato per strada, durante una sessione di scatti per Turistica, il nostro primo progetto di street photography, dove andiamo a fotografare i turisti che vengono a visitare l’Italia. Parlando con loro, abbiamo notato che la musica è un argomento che salta fuori per rompere il ghiaccio tra noi e loro, i protagonisti delle nostre fotografie. È da questo che ci è venuto lo spunto di creare un progetto interamente dedicato alle persone e al loro rapporto con il mondo della musica: ritratti, sì, ma con lo scopo di sapere qual è la colonna sonora della giornata che stanno vivendo e se un album, un gruppo, un concerto ha lasciato una qualche traccia nel loro cuore e nella loro memoria. Adoriamo anche gli aneddoti legati alla musica.

Diego Caldari (Inconsapevole Records/7Years) per Luister.

Che poi che significa, Luister?

Luister significa ascoltare, in lingua afrikaans, che è un dialetto olandese parlato in Sud Africa.

Il progetto è concentrato solo sul panorama indie? Avete intenzione di spaziare anche su altri generi?

Il progetto è incentrato sullo scovare persone interessanti da ritrarre tra chi ascolta e chi fa la musica, senza distinzione, il genere musicale non ci condiziona. È sempre la persona che ci colpisce, e chiaramente anche la vicinanza che possiamo avere con essa. Ci piace fotografare in presa diretta, andando noi per strada o in un locale o ad un concerto: è per caso che si fanno le migliori scoperte.

(Andrea Appino (The Zen Circus) per Luister.)

C’è un personaggio (o più personaggi) che vorreste fotografare per sapere cosa ascolta?

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Certo. Ci piacerebbe fotografare Gigi D’Agostino.

Comunque, sarebbe bello riuscire a raccogliere ritratti da tutta Italia, per avere un bel panorama musicale completo.

Dentro ognuno di noi c’è un Gigi D’Agostino, in fondo.
Ma voi di Luister, che ascoltate?

Noi ascoltiamo di tutto, perché se non avessimo avuto una fortissima passione musicale, non avremmo buttato giù questo progetto. In questi giorni stiamo ascoltando molte nuove uscite indie italiane, come Baustelle, Ex Otago, Thegiornalisti, Calcutta, Leo Pari, Birthh e Brunori Sas.

Leo Pari (Thegiornalisti) per Luister.

Avete dei riferimenti fotografici o dei personaggi che influenzano il vostro modo di scattare?

Influenze fotografiche, sì! Su tutti, Martin Parr e Bruce Gilden, ma solo per quanto riguarda la nostra sensibilità, non per il tipo di foto che vogliamo fare.

Luister è un progetto estremamente social: puntate a fare mostre fotografiche o simili o rimarrà per sempre visibile soltanto su Facebook e Instagram?

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Luister è un progetto che può diventare una mostra, certamente, ma principalmente vogliamo che rimanga sui social. Vorremmo che diventasse una sorta di dizionario di volti e ascolti, dove si può scoprire anche qualche artista nuovo, citato appunto da una persona ritratta che ci colpisce.

 

Articolo: Chiara Borredon – Editor: Samuele Matta 

 

 

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